Wedding

Tutti possono fare belle foto, ma per raccontare una bella, appassionante, coinvolgente storia servono ben più che delle “parole”, lo stesso vale per un servizio fotografico. Il bravo fotografo professionista non è quello che, per caso, riesce a fare una bella foto. E’ quello che coinvolge le persone e le porta a seguire un percorso fatto di emozioni, narrate con stile, personalità e un percorso immersivo.

Parenti, amici, studenti: tutti possono scattare belle foto, ma un servizio di matrimonio richiede molto di più che “un dito” e tanti “click”. C’è una storia da raccontare, c’è da essere presenti e nella posizione giusta per cogliere ogni momento importante. Perchè i momenti di un matrimonio non hanno il replay e non ritornano mai più. Non è quindi la singola foto bella, venuta bene, che costituisce un servizio di matrimonio, ma la capacità di realizzare immagini significative legate tra di loro per raccontare una storia.

Non serve scattare tante foto, e specialmente non serve a nulla “sparare” raffiche: per quanto veloce può essere una fotocamera, l’attimo perfetto sarà sempre tra uno scatto e l’altro. Solo la sensibilità di capire quando scattare porta al giusto risultato, che non è mai un caso. Il fotografo professionista deve essere sempre pronto all’ “attimo fuggente”, ma si tratta di un ingrediente che semmai si aggiunge: non è mai un caso, ogni foto deve essere perfetta perchè pensata, studiata, attesa.

 

Un bravo fotografo di matrimonio è chi ha fatto esperienza sul campo, non chi legge libri o guarda qualche tutorial. Non si tratta di “tecnica”, anche se ce n’è tanta nella fotografia di qualità; si tratta di trasferire emozioni e costruire ogni immagine con cura, sapienza, creratività. Non si impara leggendo, e nemmeno guardando qualche “consiglio degli esperti”. Lo si ha nel cuore, e non è trapiantabile.

Non è la fotocamera che fa “le belle foto”. Un professionista non è tale se usa fotocamere di alta qualità. Le usa perchè ne conosce le differenze, perchè sa usarle, perchè sa trarne il massimo in termini di qualità. Potrebbe fare foto altrettanto bellissimo usando un cellulare o una compatta, ma sceglie di usare “quasi sempre” quelle di buon livello per garantire “professionalità”. Un professionista con una fotocamera amatoriale sarà sempre un professionista, un dilettante con una fotocamera professionale sarà sempre un dilettante. Dilettante non significa non essere capaci di realizzare delle belle immagini ma semplicemente che ben difficilmente potrà avere la necessaria esperienza e professionalità per portare a termine quello che in fondo non è il suo lavoro abituale.

 

La bellezza di una fotografia nasce in fase di scatto. Non ci sono brutte foto che possono diventare belle immagini, con nessun software. Belle foto possono diventare foto eccezionali con l’accurato uso di Photoshop, ma bisogna avere pari sensibilità sia in ripresa che in post-produzione (e la sensibilità non è inclusa nemmeno nell’ultima release del software e mai lo sarà).

Molti pensano che si possa sopperire ad una pessima fotografia con un intervento tecnico di un software, ma non è vero e – per di più – il tanto tempo della post-produzione invece che portare a una migliore immagine viene dedicato a “correggere errori”. La foto perfetta è frutto di un lavoro che porta dal buono all’eccellente, altrimenti è solo tempo perso.

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Intervista a Roberto Tomesani – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti – Milano